COMUNITÀ MONTANA

DEL GEMONESE, CANAL DEL FERRO E VAL CANALE 

  Home > Progetti > EWARU
 
:: Home ::

:: Statuto ::
:: News ::
:: Eventi ::
:: Bandi e gare ::
:: Concorsi ::

:: Contributi ::
:: Raccolta Funghi ::

:: Sp. catastale ::
:: Serv. Espropri ::
:: Sp. linguistici::

:: Progetti ::

:: Escursioni ::
:: Webcam ::

 


Sito in fase di ristrutturazione



L’ACQUA E IL CALORE DELLA TERRA:
RISORSE DA VALORIZZARE NELLE AREE MONTANE


PROGETTO EWARU - Efficient Water Resource Use

logo EWARULa collaborazione con il CIGRA ha permesso di valutare le caratteristiche e la distribuzione spaziale della risorsa acqua e della risorsa calore del sottosuolo, al fine di incentivarne un utilizzo diversificato e sostenibile, per uno sviluppo turistico e socio-economico delle aree montane. Il corretto sfruttamento della risorsa idrica disponibile richiede una valutazione preventiva della quantità (legata alla precipitazione e alla ricarica), qualità (legata alle caratteristiche naturali e all’impatto antropico) e contenuto energetico (per gli utilizzi idroelettrici e geotermici) delle risorse idriche superficiali e profonde. La zona montana è ricca di risorse idriche e non mancano sorgenti minerali e termali - prevalentemente solforose e solfatiche - oltre che serbatoi a debole termalismo, confinati in profondità. Le risorse idriche montane costituiscono un patrimonio di rilevante interesse economico e sociale per l’intero comprensorio montano, adeguato a soddisfare diversificate esigenze: come risorsa primaria per il consumo umano, in un contesto di crescente sviluppo urbano; come importante fonte energetica (idroelettrica e geotermica); come risorsa terapeutica che potrebbe promuovere nuove strutture industriali, turistiche e ricettive. Le recenti estati molto calde hanno acuito i punti deboli del sistema energetico nazionale, creando seri problemi ai cittadini ed alle industrie. L’utilizzo di macchine ad alta efficienza permetterebbe di utilizzare il sottosuolo come fonte rinnovabile di calore e quindi di ridurre notevolmente il consumo di energia. Questo sistema richiede lo scambio di calore fra il sottosuolo e le utenze civili – geoscambio -, mediante circuiti chiusi ad anello (per scambio di solo calore con il sottosuolo), o aperti (con uso diretto di acqua dai fiumi, laghi, o dal mare) e consente una drastica riduzione dei consumi, con un impatto ambientale molto limitato e una notevole riduzione delle emissioni gassose. Il sottosuolo costituisce un’enorme sorgente di energia (con una temperatura circa costante compresa fra i 12 e i 20 °C) dalla quale sottrarre, o alla quale cedere, il calore necessario per far funzionare una macchina a ciclo inverso, operante rispettivamente come pompa di calore o come refrigeratore. Tale azione può essere realizzata senza scambio di massa con il sottosuolo, ma solo trasferendo calore. Questa tecnica è notevolmente diffusa in molti paesi europei ed extraeuropei da circa 60 anni: un numero sempre maggiore di scuole, uffici, hotel e centri commerciali usano questo sistema per climatizzare i propri ambienti, con un risparmio economico che va dal 30% al 75% rispetto ad impianti tradizionali alimentati a gas o a gasolio. Il geoscambio è quindi una scelta molto conveniente per il riscaldamento e il condizionamento di piccole, medie e grandi strutture edilizie, che sfrutta il calore immagazzinato nel sottosuolo mediante sonde geotermiche inserite nel terreno e pompe di calore in superficie. Il primo sistema di questo tipo fu installato in nord America nel 1948 da un estroso ingegnere emigrato dal nord Europa. La sua applicazione fu temporaneamente accantonata perchè ritenuta poco competitiva rispetto ai bassissimi costi del petrolio di quei tempi. Nel 1974, di fronte alla prima grande crisi petrolifera, il progetto fu ripreso. In Italia le pompe di calore non sono particolarmente diffuse, per la carenza sia di informazione sia di agevolazioni fiscali. La Comunità Europea e la bozza del piano energetico regionale della RAFVG hanno recentemente sottolineato l'importanza dello sfruttamento del calore geotermico che offre numerosi vantaggi: si tratta di una fonte energetica rinnovabile, che rispetta l’ambiente (no emissioni CO2); permette di risparmiare i combustibili fossili tradizionali; la tecnologia ed il mercato sono ormai maturi e collaudati. La climatizzazione, sia invernale sia estiva, di edifici mediante pompe di calore e macchine frigorifere geotermiche sfrutta, per il 60 - 75%, una fonte di energia rinnovabile: la temperatura costante presente nel sottosuolo a piccole profondità. Questa risorsa offre molteplici vantaggi rispetto ad altre energie rinnovabili: è disponibile ovunque, al contrario dell’energia idraulica ed eolica; non risente di variazioni diurne e stagionali, come invece accade per l’energia solare; non perde efficienza con le variazioni della temperatura di esercizio, come invece accade per le pompe di calore che sfruttano l’aria come sorgente esterna; contribuisce soprattutto in estate ad attenuare i picchi di richiesta di energia elettrica.

Disponibili gli Atti della Conferenza NazionaleL’acqua e il calore della terra: risorse da valorizzare in area montana” svoltasi a Malborghetto il 15 giugno 2007 nell’ambito del progetto EWARU (file PDF da 2.11 MB).


 

 

 

 

 

 


Comunità Montana del Gemonese, Canal del Ferro e Val Canale

Sede legale ed operativa: via Pramollo, 16 - 33016 Pontebba (UD) Tel. 0428 90351 - Fax 0428 90348
Sede operativa: via Caneva, 25 - 33013 Gemona del Friuli (UD) Tel. 0432 971160 - Fax 0432 971358

E-mail: cm.pontebba@cm-pontebba.regione.fvg.it
C. Fisc. n° 93014310309 - P.IVA 02290030309


Torna alla pagina principale Torna alla pagina principale