
La
collaborazione con il CIGRA ha permesso di valutare le caratteristiche
e la distribuzione spaziale della risorsa acqua e della risorsa calore
del sottosuolo, al fine di incentivarne un utilizzo diversificato e
sostenibile, per uno sviluppo turistico e socio-economico delle aree
montane. Il corretto sfruttamento della risorsa idrica disponibile
richiede una valutazione preventiva della
quantità
(legata alla precipitazione e alla ricarica),
qualità
(legata alle caratteristiche naturali e all’impatto
antropico) e
contenuto
energetico (per gli utilizzi idroelettrici e
geotermici) delle risorse idriche superficiali e profonde. La zona
montana è ricca di risorse idriche e non mancano sorgenti
minerali e termali - prevalentemente solforose e solfatiche - oltre che
serbatoi a debole termalismo, confinati in profondità. Le
risorse idriche montane costituiscono un patrimonio di rilevante
interesse economico e sociale per l’intero comprensorio
montano, adeguato a soddisfare diversificate esigenze: come risorsa
primaria per il consumo umano, in un contesto di crescente sviluppo
urbano; come importante fonte energetica (idroelettrica e geotermica);
come risorsa terapeutica che potrebbe promuovere nuove strutture
industriali, turistiche e ricettive. Le recenti estati molto calde
hanno acuito i punti deboli del sistema energetico nazionale, creando
seri problemi ai cittadini ed alle industrie. L’utilizzo di
macchine ad alta efficienza permetterebbe di utilizzare il sottosuolo
come fonte rinnovabile di calore e quindi di ridurre notevolmente il
consumo di energia. Questo sistema richiede lo scambio di calore fra il
sottosuolo e le utenze civili –
geoscambio -,
mediante
circuiti chiusi ad anello (per scambio di solo calore con il
sottosuolo), o aperti (con uso diretto di acqua dai fiumi, laghi, o dal
mare) e consente una drastica riduzione dei consumi, con un impatto
ambientale molto limitato e una notevole riduzione delle emissioni
gassose. Il sottosuolo costituisce un’enorme sorgente di
energia (con una temperatura circa costante compresa fra i 12 e i 20
°C) dalla quale sottrarre, o alla quale cedere, il calore
necessario per far funzionare una macchina a ciclo inverso, operante
rispettivamente come pompa di calore o come refrigeratore. Tale azione
può essere realizzata senza scambio di massa con il
sottosuolo, ma solo trasferendo calore. Questa tecnica è
notevolmente diffusa in molti paesi europei ed extraeuropei da circa 60
anni: un numero sempre maggiore di scuole, uffici, hotel e centri
commerciali usano questo sistema per climatizzare i propri ambienti,
con un risparmio economico che va dal 30% al 75% rispetto ad impianti
tradizionali alimentati a gas o a gasolio. Il geoscambio è
quindi una scelta molto conveniente per il riscaldamento e il
condizionamento di piccole, medie e grandi strutture edilizie, che
sfrutta il calore immagazzinato nel sottosuolo mediante sonde
geotermiche inserite nel terreno e pompe di calore in superficie. Il
primo sistema di questo tipo fu installato in nord America nel 1948 da
un estroso ingegnere emigrato dal nord Europa. La sua applicazione fu
temporaneamente accantonata perchè ritenuta poco competitiva
rispetto ai bassissimi costi del petrolio di quei tempi. Nel 1974, di
fronte alla prima grande crisi petrolifera, il progetto fu ripreso. In
Italia le pompe di calore non sono particolarmente diffuse, per la
carenza sia di informazione sia di agevolazioni fiscali. La
Comunità Europea e la bozza del piano energetico regionale
della RAFVG hanno recentemente sottolineato l'importanza dello
sfruttamento del calore geotermico che offre numerosi vantaggi: si
tratta di una fonte energetica rinnovabile, che rispetta
l’ambiente (no emissioni CO2); permette di risparmiare i
combustibili fossili tradizionali; la tecnologia ed il mercato sono
ormai maturi e collaudati. La climatizzazione, sia invernale sia
estiva, di edifici mediante pompe di calore e macchine frigorifere
geotermiche sfrutta, per il 60 - 75%, una fonte di energia rinnovabile:
la temperatura costante presente nel sottosuolo a piccole
profondità. Questa risorsa offre molteplici vantaggi
rispetto ad altre energie rinnovabili: è disponibile
ovunque, al contrario dell’energia idraulica ed eolica; non
risente di variazioni diurne e stagionali, come invece accade per
l’energia solare; non perde efficienza con le variazioni
della temperatura di esercizio, come invece accade per le pompe di
calore che sfruttano l’aria come sorgente esterna;
contribuisce soprattutto in estate ad attenuare i picchi di richiesta
di energia elettrica.